Ieri si è riunita nuovamente la Commissione Patrimonio per discutere della bozza di regolamento per la gestione degli immobili comunali.
La riunione si è rivelata probabilmente decisiva per definire le questioni più importanti relative alla gestione degli immobili comunali per scopi di "utilità sociale".
Prima questione: tipologia di immobili ai quali si applicano le norme di questo regolamento
Tra gli immobili con destinazione d’uso "sociale", sono esclusi da questa regolamentazione gli "impianti sportivi" e gli immobili associati a specifici servizi la cui gestione venga messa a bando dall’amministrazione (es.: Centro diurno per l’handicap grave).
Seconda questione: procedure per l’individuazione della destinazione degli immobili e modalità di assegnazione
Questa è una responsabilità che spetta alla Giunta comunale: il settore patrimonio del Comune provvede alla ricognizione degli immobili disponibili, descrivendone le caratteristiche fisiche. La Giunta provvede a stabilire i settori di destinazione, tra quelli previsti dal regolamento (cultura, arte, tempo libero, socio assistenziale ecc.) e a determinare eventualmente gli indirizzi relativi ai criteri di valutazione specifici delle proposte che siano presentate per il settore prescelto per ciascun immobile messo a bando; questi criteri si aggiungono ad altri criteri generali validi per ogni settore. L’assegnazione avviene a seguito di valutazione delle richieste pervenute effettuata da parte di una commissione formata dal dirigente dell’ufficio patrimonio e da altri due dirigenti dei settori interessati (es.: ambiente, politiche sociali, cultura ecc.).
Terza questione: canoni di locazione
Nonostante il patrimonio venga utilizzato per ampliare la capacità dell’amministrazione di sviluppare la cultura e la socialità nel territorio comunale, l’utilizzo degli immobili è soggetto a canone di locazione. L’orientamento prevalente è quello di determinare l’abbattimento del canone di locazione in base alla valutazione del servizio/attività svolto nell’immobile, piuttosto che alla valutazione della capacità economica del soggetto proponente. In ogni caso la determinazione dell’eventuale abbattimento del canone a seconda dei servizi proposti sarà materia di delibera di giunta.
Quarta questione: durata e rinnovo dei contratti di locazione
La durata standard delle assegnazioni è di 4 anni. E’ possibile prolungarla a sei nel caso in cui i locatari si impegnino a provvedere a lavori di manutenzione straordinaria dell’immobile. Allo scadere dei termini l’affidamento dell’immobile può essere rinnovato. Si discute ancora sul fatto se il rinnovo debba essere determinato solo da un atto di giunta o sottoposto al parere di una commissione più ampia e rappresentativa.
Rispondere al messaggio